

Si è tenuto domenica sera, 8 marzo, presso SpazioLab19 in Corso Repubblica a Montescaglioso, l’incontro dal titolo “La condizione della donna: lo stato dell’arte”, promosso dall’associazione Mani in Pasta con la collaborazione di Ideale Montescaglioso, Cooperativa Esperanto e Associazione Fatti non Foste.
L’iniziativa ha registrato una notevole partecipazione di pubblico, segno dell’interesse e della sensibilità della comunità verso un tema che continua a occupare un posto centrale nel dibattito sociale e culturale. Organizzato in occasione della Giornata internazionale della donna, l’incontro non è stato soltanto un momento celebrativo, ma soprattutto un’occasione di confronto e riflessione sui traguardi raggiunti, sulle criticità ancora presenti e sulle sfide future legate alla condizione femminile.
A guidare la riflessione è stata la sociologa Maria Bubbico, che ha proposto una lettura sociologica dei cambiamenti che hanno interessato la società negli ultimi decenni, sottolineando come il percorso verso una piena parità sia ancora in evoluzione e richieda consapevolezza e impegno collettivo.
Di grande interesse anche l’intervento dell’avvocata Cristina Contuzzi, che ha affrontato il tema giuridico “Dal consenso al dissenso: la revisione dell’art. 609-bis”, approfondendo gli aspetti normativi legati alla tutela delle donne e alle evoluzioni del diritto in materia di violenza e autodeterminazione.
Un ulteriore contributo è arrivato dal mondo dello sport con Iolanda De Monte, responsabile del settore femminile dell’Ideale Montescaglioso, che ha evidenziato come lo sport, e in particolare il calcio femminile, rappresenti uno strumento importante di emancipazione, crescita personale e inclusione, soprattutto per le giovani generazioni.
A completare il programma è stato inoltre presentato l’allestimento tematico “Donne a Montescaglioso XI–XIX secolo”, curato da Francesco Caputo per CooperAttiva, che ha proposto un interessante percorso nella memoria storica del territorio, raccontando il ruolo e la presenza delle donne nella storia locale.
Significativi anche gli interventi del pubblico, che hanno arricchito il dibattito con riflessioni e testimonianze. In particolare è stato sottolineato come la famiglia rappresenti un elemento fondamentale nel percorso di crescita delle persone, luogo primario di educazione al rispetto, alla responsabilità e alla parità.
Nel commento conclusivo, l’associazione organizzatrice Mani in Pasta ha voluto sottolineare il valore dell’incontro e dello stare insieme oltre ogni ritualità simbolica:
«Non abbiamo parlato di mimose. La serata dell’8 marzo ha visto una bella presenza, attenta e partecipe alle tematiche affrontate – dai diritti delle donne ai servizi per la famiglia, dalle modifiche alla legge sullo stupro alla sicurezza contro le molestie sul lavoro, fino allo sport e al calcio femminile. Le relatrici Maria Bubbico, Cristina Contuzzi e Iolanda De Monte hanno saputo catturare l’interesse del pubblico grazie alla professionalità e all’impegno che le vede protagoniste nel nostro territorio».
L’associazione ha inoltre ribadito l’importanza di creare momenti di confronto continui:
«Noi di Mani in Pasta crediamo che incontrarsi, al di là della giornata celebrativa, sia necessario, soprattutto in un momento storico molto complicato e incerto. Abbiamo bisogno di confrontare i nostri pensieri su ciò che accade. Unica arma contro l’isolamento e contro il senso d’impotenza è stare insieme, fare comunità».
Un messaggio che riassume bene lo spirito dell’iniziativa: mantenere viva l’attenzione sui temi dei diritti, dell’inclusione e della responsabilità condivisa, trasformando la riflessione in partecipazione attiva e impegno concreto sul territorio.
E, come ricordano con una nota finale gli organizzatori: «Le mimose, comunque, ci piacciono».

